Devil

Vi racconto una barzelletta.
Ci sono cinque persone chiuse in ascensore: un francese, un italiano, un inglese, un tedesco e SATANA.

Ok, vi ho mentito, non è vero che ci sono il francese, l’italiano, l’inglese e il tedesco. Però ci sono cinque persone chiuse in ascensore con SATANA (sì, scriverò SATANA a caratteri cubitali per tutto il post, mi fa più ridere). È la trama di Devil, il film sceneggiato da Shyamalan-o-come-si-scrive e primo di una serie chiamata Night chronicles. Si vocifera che il secondo capitolo parli di Cthulhu rimasto chiuso dentro un cesso chimico e il terzo di Voldemort in un parcheggio per invalidi.

Shaymalan, dal canto suo, ci ha regalato capolavori come E venne il giorno, la storia di un’epidemia di suicidi di massa causata da alcune tossine rilasciate dalle piante di tutto il pianeta. In E venne il giorno, una vecchietta cerca di suicidarsi prendendo a testate le finestre di casa.
Questo ricordo mi ha mosso a vedere di corsa il suo film con SATANA.

Sono rimasto felice di constatare che Devil… beh, Devil… ecco, Devil ha mantenuto tutte le sue promesse. Io non sono di bocca buona, sapete. Ho visto roba come Il Quarto Tipo e Rec2, che erano delle Signore Vaccate, e volevo qualcosa di quel livello.
Per questo posso dire solo grazie, signor Shamalayn. Grazie di cuore, non mi hai deluso e sei riuscito a superare la vecchietta che prende i vetri a crapate. Un po’ ti voglio bene.

Il valore di questo film si misura da una sola scena. C’è una guardia che controlla la situazione all’interno dell’ascensore con le telecamere e che, a un certo punto, ha un’illuminazione. Nel gabbiotto c’è SATANA. E come fa a convincere due detective e un collega della sua tesi? Non è facile, ma il messicano ha dalla sua anni di profonde teorie teologiche.
Come questa:

Prendete una fetta biscottata. Fatto?
Prendete della marmellata. Fatto?
Spalmate la suddetta marmellata sulla suddetta fetta. Ok, ci siete?
Fate cadere la fetta.

Se la fetta cade dal lato marmelloso, è in azione SATANA.

Madre de Dios! – urla la nostra panciuta guardia – ma come fate a non vederlo? Ogni volta che c’è il demonio, todo va male! I bambini sbattono la testa sugli spigoli dei tavoli! Le fette biscottate cadono dal lato della marmellata!”
Vi ci vedo, adesso, mentre dite: ah ah, che mattacchione questo Shingo Tamai Blu. Giuro. Dice veramente così. Non sto scherzando, no no. È come se padre Merrin, nell’Esorcista, vi tirasse fuori così a tradimento la Legge di Murphy.

Arrgh… preeeteeee… non riuscirai a prenderti la bambina!”
Ehi, Pazuzu, coraggio… se qualcosa può andare male, sicuramente lo farà!”
Uh, what the fuck?”

Il bello è che la gente via via ci crede, a questa teoria in effetti abbastanza convincente. Vedi il detective (concreto e un po’ rodato, per fortuna è giovane sennò lo davano a interpretare a Morgan Freeman) che ogni tanto spara un timido:
“Ma… questa storia di SATANA… ammettiamo che sia vera…”

Beh, come fare a non crederci, in fondo SATANA c’è davvero, in quell’ascensore.
E, del resto, anche quelli chiusi dentro non è che ci aiutino a vedere le cose in modo tranquillo. In cinque-minuti-cinque si passa da un “ehi, quest’ascensore non vuol saperne di andare” a “mortemortemortepioggiadiraneanticristoinarrivo”.
Se mai rimarrete chiusi in ascensore con me, mi riconoscerete: sarò quello che dice che è un’opera del diavolo e moriremo tutti dopo appena dieci secondi.

Una menzione proprio sui cinque poveracci, i personaggi più stereotipati dell’universo mondo. Nell’ordine, abbiamo: il ragazzone buono e reduce dall’Afghanistan (“ho visto cose che avrei voluto non vedere”), il piazzista di materassi che fa il brillante e truffa la gente, la guardia di colore che – non è uno spoiler, è la legge di ogni film – non vedrà la fine della pellicola, la nonnetta rompipalle, la giovane impaurita che però in fondo è una stronza. A guardare questo show dalle telecamere ci sono: il messicano timorato di Iddio e teorico delle fette biscottate e il detective cinico e disilluso (a cui hanno ovviamente ucciso la famiglia).

Ora, miei cari amici, miei cari vicini, rileggete la lista. Sono sicuro che avete già individuato chi di loro è il diavolo.
Fidatevi del vostro istinto, seguite la Forza.
Io l’avevo detto dai trailer.

Una parte di me, quella dominata dalla parte rettile del cervello, è felice di aver visto questo film: grandi temi esistenziali trattati alla cazzo di cane, l’impiccagione più incredibile e veloce della storia del cinema, i personaggi più improbabili in un horror dai tempi di Rec2 e dei suoi indimenticabili militari pasticcioni (sigh).

Per la parte del cervello buona, ci stiamo attrezzando.

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