Il cinema della domenica: HABEMUS PAPAM

A me Nanni Moretti sta sulle palle.

Frase un po’ liberatoria ma sincera, che fa volutamente da cappello al cinema domenicale di questa settimana.

Non l’ho mai sofferto molto, simbolo di una sinistra che mi piace poco e che si intellettualizza troppo, diventando noiosa e supponente.

Nonostante questo, domenica, dopo la solita pedalata che inizia a minare il mio stato fisico, siamo andati a vedere Habemus Papam.

Bello, non è che ci sia molto da aggiungere.

Un bel film, che mi ha fatto uscire soddisfatto dalla sala.

Non sto a spoilerare la trama, anche se ormai ne parlano da ogni parte, ma vi posso dire che la visione di una religione umanizzata il cui capo si rende via via conto della distanza dal mondo e dell’alienazione di cui è vittima, al contrario di quello che pensano i delatori della pellicola, avvicina al mondo della chiesa.

Lo dico da Ateo, ma una chiesa che fosse in grado di approfondirsi in quella maniera, ponendosi domande e uscendo dagli assoluti sarebbe un interlocutore molto più interessante di quella falsamente solida e inamovibile che tenta di essere.

Moretti, inoltre, costruisce dei bellissimi personaggi, reali ed empatici, anche se lui rimane un insopportabile cane come attore.

Un film che, a dispetto di e per dispetto a Salvatore Izzo, bisogna vedere.

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